Una recente risposta dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che le trattenute operate dalle comunità energetiche rinnovabili sugli incentivi GSE, quando servono solo a coprire i costi di gestione, non generano attività commerciale né IVA, ma restano nell’ambito delle entrate istituzionali tipiche degli enti del Terzo settore.
Nuove regole, sanzioni più proporzionate, dal 10% al 50%, e più spazio al “ravvedimento operoso” che dimezza la pena: l’aggiornamento di febbraio 2026 del regolamento GSE sui controlli ridisegna il rapporto tra verifiche sugli impianti fotovoltaici e tutela degli incentivi.
“Il rimborso delle tariffe di trasporto gas si tradurrebbe in una riduzione dell’offerta sul mercato elettrico delle centrali a gas. variabile a seconda dell’efficienza del singolo. Complessivamente, l’impatto di tale misura sul PUN medio annuo sarebbe di poco superiore a 6,3 €/MWh. Nel momento in cui si considera anche il rimborso dell’ETS, questo si tradurrebbe in un impatto complessivo sul PUN di circa 26,1 €/MWh. È importante sottolineare come la riduzione dell’offerta attesa da parte degli impianti a gas non si traduce in un impatto sul PUN della stessa entità, bensì minore – intorno all’80% – dal momento che il gas non determina il prezzo marginale in tutte le ore dell’anno”, Luca Urbanucci, senior analyst presso ICIS, ha spiegato a pv magazine Italia.
“L’Articolo 7 è probabilmente il più significativo. Il sistema attuale di accesso alla rete, dove si ottiene prima la soluzione di connessione e poi si procede con autorizzazioni e terreni, genera una massa enorme di richieste speculative che bloccano la capacità disponibile”, Patrizio Donati, fondatore di Terrawatt, ha detto a pv magazine Italia. “È un playbook politico collaudato”, aggiunge, parlando poi della strategia del governo.
“Le stime di investimento tra gli 8 e i 10 miliardi di euro confermano che l’Italia è attualmente il mercato più attraente in Europa. Inoltre, non dobbiamo trascurare l’evoluzione tecnologica dei BESS: nel 2026 vedremo l’ascesa dei PPA evoluti”, Graziano Cucciolini, country manager di Prosolia Energy, ha detto a pv magazine Italia.
L’operazione è stata finanziata da Banco BPM in qualità di Bookrunner, Mandated Lead Arranger, Banca Finanziatrice, Banca Agente e da BPER Banca in qualità di Bookrunner, Mandated Lead Arranger e Banca Finanziatrice.
Il closing dell’operazione, previsto nel terzo trimestre del 2026, è subordinato ad alcune condizioni sospensive, tra le quali il rilascio delle autorizzazioni richieste dalle normative statunitensi.
L’istituto bancario tedesco Nord/LB è finanziatore e lead arranger dell’operazione.
Il contratto ha una durata di dodici anni e interessa un impianto la cui entrata in funzione è prevista nella seconda metà del 2027
Il fondo Next Credit Solutions, che ha completato il primo closing il 7 gennaio raggiungendo il target di raccolta di 200 milioni di euro, avvia con questa operazione la propria attività di investimento.
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