La tutela dei consumatori, compreso il settore industriale, dai picchi dei prezzi potrà comprendere programmi mirati di sostegno al reddito, buoni energetici e programmi di locazione sociale, nonché la riduzione delle accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili, si legge nel comunicato stampa. L’esecutivo europeo ha anche presentato una raccomandazione per sostenere lo sviluppo dei PPA in Europa.
“È chiaro che l’IAA debba stimolare nel tempo investimenti nella produzione di celle, ma riservare fin da subito gli incentivi a impianti fotovoltaici che adottano esclusivamente celle UE non farà nascere istantaneamente nuove fabbriche. Rischia piuttosto di premiare chi è già pronto, penalizzando chi oggi non ha ancora accesso a celle UE in misura sufficiente nel breve e medio periodo”, ha detto a pv magazine Italia Paolo Zucchetto, esperto del fotovoltaico italiano.
I mercati spagnolo, portoghese e francese sono stati i mercati meno cari, con medie rispettivamente di 50,38 €/MWh, 50,73 €/MWh e 70,93 €/MWh. Il mercato italiano ha raggiunto la media settimanale più alta, pari a 123,19 €/MWh. Sabato 18 aprile il mercato italiano ha raggiunto però il prezzo giornaliero più basso dal 23 febbraio, pari a 89,39 €/MWh.
“L’aumento della capacità delle energie rinnovabili da solo non risolverà il problema. La congestione della rete sta già limitando la produzione delle energie rinnovabili in diversi mercati. L’Ieefa stima che l’Italia limiti la produzione di energie rinnovabili per 2-4 terawattora all’anno. In Germania, secondo l’Agenzia federale delle reti, i costi di ridispacciamento e limitazione hanno superato i 3 miliardi di euro all’anno negli ultimi anni, raggiungendo un picco di oltre 4 miliardi di euro nel 2022. Entrambi i Paesi continuano a fare affidamento sul gas per la domanda di picco, il bilanciamento e, in alcuni casi, la generazione a carico medio”, ha scritto Ieefa.
In una nuova rubrica mensile per pv magazine, il Becquerel Institute spiega perché le prospettive del settore manifatturiero solare europeo stanno passando da un quadro di declino a uno di caute opportunità, sulla scia della crescente incertezza energetica e di nuove normative come il Net-Zero Industry Act, che creano mercati frammentati e definiti a livello nazionale con una protezione parziale per i produttori locali. Sebbene la domanda e il sostegno politico siano solidi, la complessità, l’attuazione disomogenea e i rischi legati alla concorrenza fanno sì che il successo dipenderà dalla rapidità e dalla strategia con cui gli operatori del settore sapranno cogliere questa stretta finestra di opportunità.
EntsoE ha pubblicato settimana scorsa la lista aggiornata dei progetti che sono rientrati nel Piano decennale di sviluppo della rete 2026 (Tyndp). Si tratta di 199 progetti di interconnessioni, di cui 30 coinvolgono l’Italia, e 69 progetti di stoccaggio, di cui cinque in Italia.
Nel settore fotovoltaico, l’Europa paga il prezzo del suo “idealismo di mercato”, ha detto una delle voci più chiare dell’industria europea. pv magazine Italia ha avuto il piacere di parlare con Uroš Merc, presidente di Bisol Group. L’industriale sloveno ha spiegato perché, secondo lui, il fotovoltaico non è riuscito, finora, a convincere di essere un settore strategico a livello industriale.
La modifica vale per il periodo compreso tra aprile e luglio, con tariffe più basse in tutti i segmenti e una riduzione della remunerazione per l’energia elettrica in eccesso.
Secondo i dati AleaSoft Energy Forecasting sui principali mercati elettrici europei, l’Italia ha raggiunto un prezzo medio di 147,54 €/MWh, mentre tutti gli altri mercati sono rimasti sotto i 106 €/MWh. I mercati elettrici iberici sembrano non essere troppo mossi dalla guerra in Iran. “Martedì 10 marzo, l’Italia ha raggiunto la media giornaliera più alta della settimana tra i mercati analizzati, pari a 168,54 €/MWh. Questo ha segnato la media più alta dell’Italia dal 14 febbraio 2025”.
Febbraio 2026 segna una svolta precoce nel mercato elettrico francese. Nel suo osservatorio mensile, Storio Energy mette in evidenza la comparsa anticipata di prezzi negativi, una forte volatilità infragiornaliera e i primi effetti dell’introduzione del passo di mercato a 15 minuti.
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