Con la nuova delibera di Giunta è previsto il finanziamento di tutte le domande risultate idonee. Inoltre, la Regione anticipa che si sarà un nuovo bando con criteri aggiornati nel 2028
Il punto dell’assessore all’Urbanistica, Francesco Spanedda, all’evento “Energia in Sardegna. Chi decide? Noi o Roma?”. Sulle aree idonee: “la legge è da rivedere”
I comitati dell’isola, in protesta sotto il Palazzo della Regione, chiedono lo sblocco legislativo della Pratobello 24 e riaccendono il dibattito politico. In Emilia-Romagna, l’assessora Priolo farà un’informativa mercoledì in Commissione Territorio su un nuovo progetto di legge.
L’analisi “Scenari di transizione energetica per la Sardegna” realizzata da Politecnico di Milano, Università di Cagliari e Università di Padova, e commissionata dal Coordinamento Free, delinea benefici sociali, ambientali ed economici con scenari al 2030 e al 2050
Per gli assessori regionali Cani e Spanedda elementi di maggior rilievo sono “la mancanza di competenza sulle aree non idonee e la questione dei progetti già approvati” mentre viene confermata “la prevalenza della non idoneità sull’idoneità”.
Nella pronuncia pubblicata oggi, la Corte accoglie parzialmente l’impugnazione mossa dal governo a febbraio: incostituzionale il divieto assoluto all’installazione di impianti in determinate aree, così come le “asserite misure di semplificazione e accelerazione” poiché “la Regione non può prevedere una procedura per l’autorizzazione paesaggistica diversa da quella dettata dalla legislazione statale”.
Per il 2025 saranno finanziate le prime 1.290 con 20 milioni e le restanti, con scorrimento in graduatoria, saranno finanziate nel 2026 e nel 2027 per un totale di 90 milioni.
La governatrice dell’isola, Alessandra Todde, si scaglia contro il nuovo provvedimento entrato in vigore ieri: “il governo ha scelto la scorciatoia del decreto legge” e annuncia un possibile nuovo ricorso alla Corte Costituzionale.
Il rappresentante di giunta interviene sul dibattito relativo alla nuovo divieto temporaneo relativo alle aree non idonee e ordinare, sostenendo che i progetti non saranno rallentati poiché “non si applica alle aree idonee, né agli impianti per autoconsumo”
L’assessore Spanedda: “l’utilizzo dei finanziamenti poteva essere messo a rischio da interpretazioni restrittive e difficoltà di applicazione”
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