L’industria solare in Tunisia è (finalmente) pronta a decollare?

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pv magazine: Mohamed Chorfi, qual è l’attuale mix energetico della Tunisia?

Mohamed Chorfi: Nel 2022, le energie rinnovabili (idroelettrica, eolica e solare) rappresentavano l’1,1% del consumo di energia primaria. Alla fine dello stesso anno, la capacità totale di energia rinnovabile installata ha raggiunto i 503 MW, di cui 223 MW di energia eolica, 62 MW di energia idroelettrica, 20 MW di energia fotovoltaica connessa e 158 MW di energia solare in autoconsumo.

In Tunisia, quindi, quasi tutta l’elettricità è prodotta con il gas naturale, di cui più della metà è importata, il che rappresenta una minaccia per la sicurezza energetica e un onere per il bilancio statale. Infatti, mentre nel 2010 la Tunisia importava il 10% del suo fabbisogno energetico, oggi ne importa il 48% in un contesto globale e nazionale teso, caratterizzato da un’acuta crisi di bilancio e da un deficit energetico strutturale.

pv magazine: Tuttavia, il potenziale sfruttabile del fotovoltaico in Tunisia è enorme, stimato tra 340 e 844 GW, secondo l’Agence Nationale pour la Maîtrise de l’Energie (ANME). Quali sono gli obiettivi del governo?

MC: Per sfruttare le circa 3.000 ore di sole all’anno, nel 2015 il Paese ha adottato il Piano solare tunisino (PST), che mira a produrre il 35% dell’elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030. In questo quadro, la capacità rinnovabile installata dovrebbe salire a 3.815 MW entro tale data, di cui 1.510 MW di capacità fotovoltaica. Oltre il 40% della capacità fotovoltaica installata proverrà da impianti a bassa tensione nell’ambito del programma Prosol Elec (edifici residenziali e commerciali). Circa 600 MW di capacità installata saranno in connessioni di media tensione nell’ambito dello schema di tariffe di alimentazione. Infine, 180 MW saranno riservati alle concessioni private e 100 MW agli investimenti diretti di STEG (Société tunisienne de l’électricité et du gaz).

Irraggiamento per regione

Immagine: ANME

Il TSP prevede investimenti per 6 miliardi di euro per la diffusione delle energie rinnovabili (di cui 2,3 miliardi di euro per progetti fotovoltaici), che saranno mobilitati da un mix di investitori pubblici e privati, oltre che da risorse di cooperazione internazionale. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, nei prossimi sette anni dovrebbero essere installati 500 MWp di energia rinnovabile all’anno, con un investimento di oltre un miliardo di dinari all’anno. A questo punto, dovremmo aver raggiunto il 50%-60% dell’obiettivo di 3.815 MWp. Tuttavia, come abbiamo sottolineato in precedenza, l’attuale capacità rinnovabile installata è di poco superiore ai 500 MW.

Come si spiega?

Diversi fattori contribuiscono a questo ritardo. In primo luogo, il quadro normativo che regola lo sviluppo delle energie rinnovabili manca di chiarezza e trasparenza per gli attori nazionali e internazionali. Inoltre, il blocco da parte di STEG della connessione degli impianti di produzione di energia rinnovabile è costato alla Tunisia milioni di dollari di investimenti non realizzati, per lo più in valuta estera per lo Stato, e ha ampiamente minato la fiducia di investitori e sviluppatori. Per tutti questi motivi, i progetti avviati con contratti STEG sono considerati rischiosi dalle banche e sono difficili da finanziare.

Per accelerare la transizione energetica in Tunisia, è quindi essenziale migliorare il quadro strategico e normativo, nonché semplificare e digitalizzare le procedure amministrative per l’attuazione dei programmi di sostegno ai progetti di energia rinnovabile. Naturalmente, è necessario introdurre approcci innovativi per rendere più flessibile la rete elettrica, al fine di garantirne la stabilità con l’integrazione di una quota crescente di energie rinnovabili. Infine, la formazione degli operatori del settore privato e bancario è essenziale per garantire l’attuazione delle ambizioni dei nuovi quadri normativi.

Può dirci qualcosa di più sul quadro normativo alla base dello sviluppo delle energie rinnovabili?

La legge n. 2015-12 sulla produzione di elettricità da energie rinnovabili è stata adottata e promulgata l’11 maggio 2015. L’obiettivo di questa legge è incoraggiare lo sviluppo delle energie rinnovabili e rafforzare l’offerta di elettricità in Tunisia, favorendo le iniziative dei produttori indipendenti (autorità locali, imprese pubbliche e società private) e liberalizzando la produzione e l’esportazione di elettricità. Sono previsti tre regimi: l’autoconsumo; la produzione indipendente di elettricità per soddisfare le esigenze di consumo nazionale; la produzione indipendente di elettricità per l’esportazione.

La legge mira inoltre a definire il regime giuridico che disciplina gli impianti, le attrezzature, i beni immobili e le apparecchiature necessarie per garantire la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e la relativa trasmissione. La Legge trasversale per il miglioramento del clima imprenditoriale, adottata il 23 aprile 2019 dall’Assemblea dei rappresentanti del popolo, mira a mobilitare gli investimenti in vari settori attraverso l’eliminazione degli ostacoli legali e lo snellimento delle procedure amministrative. Sebbene non si occupi specificamente di energie rinnovabili, questa legge incorpora modifiche alle disposizioni della legge n. 2015-12, limitandola ai progetti soggetti al regime di autoconsumo e collegati alla rete di media tensione.

Il lago di Tunisi su cui Qair ha inaugurato la prima centrale solare galleggiante dell’Africa settentrionale.

Immagine: Qair

Il piano nazionale per l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili deve essere finalizzato e approvato entro un periodo non superiore a cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge n°2015-12. Fino all’elaborazione del piano nazionale, le autorizzazioni e le concessioni per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili saranno rilasciate sulla base della comunicazione annuale del Ministero dell’Energia che stabilisce il fabbisogno nazionale di energia rinnovabile. Il piano deve determinare il tasso minimo di integrazione industriale per i progetti registrati e includere un inventario delle aree con una carenza di capacità di integrazione nella rete, in cui potrebbero essere collocate le centrali per i progetti di energia rinnovabile, e stabilire un programma di sviluppo per queste aree. Una volta redatto, il piano nazionale per l’energia elettrica dovrà essere approvato con decreto governativo su proposta del Ministro dell’energia, dopo aver consultato i Ministri delle finanze, della difesa, del demanio, dell’agricoltura, dell’ambiente, delle infrastrutture e degli enti locali.

E quali incentivi sono stati messi in atto per incoraggiare i consumatori?

Il governo tunisino ha introdotto sussidi e incentivi per incoraggiare l’installazione di pannelli solari. Queste misure sono state pensate per facilitare l’accesso all’energia solare e promuovere le energie rinnovabili nel Paese. Uno dei principali incentivi è la tariffa di alimentazione garantita per l’elettricità fotovoltaica prodotta. I produttori di energia solare possono beneficiare di un prezzo fisso per l’elettricità che immettono nella rete pubblica, garantendo un ritorno stabile e interessante sugli investimenti.

Inoltre, sono disponibili crediti d’imposta per i privati e le imprese che investono in impianti fotovoltaici. Questi crediti riducono il costo iniziale dell’installazione, incoraggiando un maggior numero di consumatori a passare all’energia solare.

Secondo lei, tutto questo sarà sufficiente a ripristinare la fiducia dei costruttori?

Dalla promulgazione della legge n. 2015-12 e dall’adozione del Piano solare tunisino (PST), sono stati lanciati 5 inviti a presentare progetti e 67 progetti sono stati selezionati dal Ministero dell’Energia. Ad oggi, solo uno di essi è stato collegato alla rete, a causa degli ostacoli sopra menzionati.

Tuttavia, visti gli sforzi compiuti dal governo, direi che la fiducia degli investitori locali e internazionali è aumentata di recente. A titolo di esempio, vorrei citare il recente accordo di finanziamento per una centrale solare da 120 MW a Kairouan e il progetto Elmed per l’interconnessione elettrica con l’Italia, entrambi promettenti passi avanti che confermano la crescente fiducia.

Inoltre, sono stati avviati due progetti pilota a Tataouine e Tozeur. Il primo è finalizzato allo sviluppo integrato del Sahara, con una capacità fotovoltaica di 1.700 MW da installare in tre fasi tra il 2018 e il 2035 e da collegare alla rete STEG. Il secondo mira ad attuare una serie di iniziative di gestione energetica nel settore residenziale del governatorato e a creare tre centrali fotovoltaiche per un totale di 70 MW. Il programma aggiornato per le energie rinnovabili, per il periodo 2022-2025, punta a un totale di 2.400 MW.

Ma il vero banco di prova sarà il successo dei bandi di gara per 1.100 MW di capacità solare lanciati all’inizio del 2023…

Nell’ambito del programma nazionale di sviluppo delle energie rinnovabili, il Ministero dell’Industria, delle Miniere e dell’Energia ha lanciato una prima tornata di gare d’appalto (n. 03-2022) per due progetti di produzione fotovoltaica in concessione. Le centrali solari, per un totale di 300 MWp, saranno situate a Hecha, 300 ettari nel governatorato di Gabès, e a Khobna, 270 ettari nel governatorato di Sidi Bouzid. La seconda parte riguarda otto singoli progetti fotovoltaici da 100 MW ciascuno, per un totale di 800 MW. Le delibere relative a questi progetti di energia rinnovabile in Tunisia si svolgeranno in quattro fasi, con due progetti per fase, con date di presentazione comprese tra giugno 2023 e settembre 2025. Il numero di domande e di vincitori per ciascuno di questi periodi fornirà un’indicazione del ritorno della fiducia degli investitori e della possibilità di raggiungere gli obiettivi del TSP.

Fondato nel 2006 a Tunisi, lo studio di Maître Mohamed Chorfi è specializzato in diritto commerciale e degli investimenti, in particolare nel settore delle energie rinnovabili.

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