AD di FuturaSun a pv magazine: fabbrica di celle in Cina pronta, inizierà a produrre in autunno

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Alessandro Barin, amministratore delegato di FuturaSun, ha spiegato a pv magazine Italia che l’azienda padovana continua a perseguire la volontà di strutturare un polo del fotovoltaico in Italia settentrionale, dove si assembli pannelli fotovoltaici con le celle prodotte dalla stessa società in Cina, aggiungendo che le tempistiche dipendono dagli incentivi europei.

“Abbiamo fatto domanda per strumenti di supporto europeo. La velocità con la quale andremo a fare il nostro intervento industriale sarà legata al feedback dell’Unione europea. La nostra richiesta all’Innovation Fund dovrebbe essere analizzata e eventualmente approvata entro fine anno”, ha detto Barin durante la tre giorni di Intersolar a Monaco.

La capacità in Italia è, per ora, di 2 GW. Barin prevede però che la capacità potrebbe aumentare.

“Se dovesse configurarsi un discorso tandem, potremmo anche aumentare la capacità”, spiega Barin, aggiungendo che la fabbrica italiana assemblerà soltanto i moduli.

La società di Cittadella (PD), che ha promosso una transizione dalla semplice produzione di moduli all’integrazione verticale, sta procedendo più velocemente con i suoi piani cinesi. La fabbrica vicino a Shangai è quasi pronta. Barin spiega che la capacità in Cina è molto più elevata di quella ipotizzabile in Europa.

“La fabbrica di celle, che abbiamo iniziato a costruire a settembre 2023, è pronta. A fine giugno, inizio luglio, c’è la consegna dello stabilimento. Abbiamo già iniziato a posizionare parte delle linee, stiamo temporeggiando per le condizioni di mercato e i prezzi troppo bassi”, ha detto Barin.

La decisione dipende dalle condizioni di mercato e dalla volontà di evitare di accentuare le dinamiche di sovracapacità, fenomeno che caratterizza già il mercato globale.

“Non vogliamo caricare il mercato di altri prodotti, in un momento in cui si dovrebbe rimanere tutti fermi e non produrre niente. Entro l’autunno dovremmo iniziare a produrre”.

La prima fase del sito produttivo di celle di Futurasun in Cina prevede almeno 6 GW, sia per il mercato locale che per l’esportazione in altri mercati.

Ricerca e sviluppo: la perovskite

Futurasun sta anche sviluppando progetti di ricerca e sviluppo, con un focus sulla perovskite. A maggio dell’anno scorso ha acquistato la startup romana Solertix.

“Quando si parla di tandem l’efficienza è sempre sopra al 30%. La domanda è quando si arriverà a una produzione di massa. Stiamo procedendo per sviluppare know-how. Sfrutteremo di più il continente asiatico per generare la nostra proprietà industriale e per prepararci a una produzione in serie nei prossimi anni”, ha detto Barin.

Nei prossimi due anni la società continuerà a fare ricerca e sviluppo su una mini-linea produttiva sia in Italia che in Cina, nella zona di Shangai.

Ruolo della Cina nel mondo

L’AD di Futurasun dice poi che la società ha la fortuna di essere presente sia in Europa che in Italia.

“La nostra supply chain è fondata sulla nostra presenza in Cina, rilevante sia a livello di costo, che di efficienza e velocità di scale-up. Vogliamo poi trasportarla in Europa e dar seguito alla nostra global supply chain”.

Secondo Barin, l’Europa è un continente che si basa sull’equilibrio delle nazioni, mentre la Cina ha obiettivi globali, in cui l’Europa è vista comunque come un mercato importante.

“La Cina vuole diventare key player in tutti i settori. Hanno costruito una filiera imbattibile per il fotovoltaico. Quando l’America ha imposto dazi, le società cinesi si sono spostate nel Sud-est asiatico. Adesso l’America alza le barriere anche per il Sud-est asiatico, ora si stanno spostando. Se non andiamo noi in Arabia Saudita ad investire, lo fanno loro. Non sono frenabili”, ha detto l’AD di Futurasun.

Secondo Barin, trovando il terreno fertile nei Paesi arabi, i produttori cinesi si stanno avvicinando così anche all’Europa.

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