Dl Agricoltura, per ANIE mette a rischio il settore delle rinnovabili che vale 10,7 miliardi di euro

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ANIE Rinnovabili, associazione della Federazione ANIE, esprime serie preoccupazioni per le recenti novità normative “che minano lo sviluppo e la crescita economica dell’intera filiera del fotovoltaico, i cui effetti rischiano di minacciare la competitività dell’industria manifatturiera”.

“Il comparto delle energie rinnovabili è una risorsa strategica per garantire la sicurezza energetica e sostenere lo sviluppo economico del Paese, come dimostra il contributo dei 10,7 miliardi di euro al mercato interno nel 2023, con un incremento del 33% rispetto al 2022” scrive l’associazione. Tuttavia, l’attuale quadro normativo mette a rischio questo mercato.

In particolare, l’assocazione si riferisce al DL Agricoltura, al DM Aree idonee e alla moratoria della Sardegna che “oltre a vietare l’installazione a terra degli impianti sulla maggioranza del suolo agricolo, limiteranno l’applicazione della strategia per la decarbonizzazione, ma soprattutto l’opportunità di ridurre il costo dell’energia”.

Il principale rischio evidenziato è che il prezzo dell’energia in Italia, già superiore del 38% rispetto alla Germania, del 99% rispetto alla Francia e del 139% nel confronto con la Spagna nel primo semestre 2024, aumenti ancora. “Il DL Agricoltura e il DM Aree Idonee – scrive ANIE – introducono aree di rischio normativo che amplificheranno in modo sostanziale l’incertezza del settore”.

“Le Regioni, inoltre, potranno azzerare tali aree qualora venissero applicate le fasce di rispetto dei 7 km stabiliti dal codice del paesaggio. L’esempio della Regione Sardegna, che con la Legge Regionale n. 5 del 3 luglio 2024 ha sospeso gli iter autorizzativi e la costruzione di impianti già avviati, è indicativo della situazione che potrebbe verificarsi”. Per questo ANIE Rinnovabili auspica da parte del Consiglio dei Ministri l’impugnazione di tale legge.

“Alla luce di queste criticità – spiega Andrea Cristini Presidente Anie Rinnovabili – auspichiamo un intervento urgente per risolvere queste incoerenze normative e sostenere la filiera italiana delle rinnovabili, strategica per la sicurezza energetica del Paese e per il raggiungimento degli obiettivi europei già recepiti nel PNIEC e nel Net Zero Industry Act. Chiediamo pertanto – conclude Cristini – nel miglior spirito collaborativo, l’apertura di un dialogo costruttivo non solo con il MASE, ma anche con il MASAF, MIC e MIMIT, in quanto ministeri competenti chiamati a collaborare per trovare soluzioni condivise che possano garantire un futuro energetico sostenibile e competitivo per l’Italia”.

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