La CER Green Zone farà salire del 10% la quota di energia pulita prodotta in Umbria

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Lo scorso giugno in Umbria è nata la Comunità energetica rinnovabile (CER) Green Zone, promossa da CNA Umbria, Confcommercio e Confcooperative.

La struttura organizzativa ha previsto la costituzione di una CER unica regionale, articolata in 40 aree corrispondenti alle cabine primarie presenti sul territorio. Il piano è quello di installare impianti fotovoltaici fino a una potenza di 1 MW ciascuno nei territori di Magione, Castiglione del Lago, Bastia Umbra, Marsciano, Fossato di Vico, Bettona, Deruta, Corciano, Lucignano (Ar), San Venanzo, Fratta Todina, Perugia, Gualdo Cattaneo, Monte Castello di Vibio – in alcuni dei quali nasceranno più unità locali – mentre sono in dirittura d’arrivo le unità locali di Città di Castello e Todi.

Green Zone viene raccontata come “una CER a trazione imprenditoriale ma con una grande attenzione al sociale e con un forte radicamento nei territori, dove le configurazioni locali potranno promuovere e sostenere progetti sociali a vantaggio di tutta la collettività. Non a caso, infatti, tra i soci fondatori di Green Zone c’è anche la Conferenza Episcopale Umbra, attenta ai risvolti sociali nei territori”.

Ieri, Pasquale Trottolini, presidente di Green Zone ha affermato che “sulle energie rinnovabili l’Umbria potrebbe arrivare a fare scuola. Siamo molto soddisfatti, sia della legge regionale per l’individuazione delle aree idonee ad ospitare gli impianti approvata di recente, sia di come le imprese e i territori stanno rispondendo a questa sfida”.

Nella nota, Trottolini aggiunge che “però, sarebbe opportuno che la Regione intervenga con propri strumenti per sostenere l’autoproduzione di energia, la costituzione di CER anche nei Comuni esclusi dal Pnrr e il miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili produttivi”.

Il Presidente della CER ha dichiarato che, partire dalla fine del 2026, Green Zone sarà in grado di produrre 24 milioni di kWh di energia verde, soddisfacendo le esigenze di almeno 500 micro e piccole imprese e facendo salire del 10% la quota di energia pulita prodotta in Umbria.

“Non appena concluse le pratiche con l’Enel, i Comuni e il GSE partirà la campagna promozionale mirata all’ingresso nella CER dei consumatori, a cominciare dalle imprese energivore presenti nei territori. Perché il nostro obiettivo è sempre stato quello di coniugare la produzione di energia pulita con la riduzione dei costi energetici delle imprese”, aggiunge Trottolini, sottolineando che il percorso di Green Zone è stato favorito dall’approvazione della legge regionale sulle aree idonee ad ospitare impianti di energia rinnovabile.

Il Presidente di Green Zone, inoltre, auspica alcuni interventi da parte della Regione: “Occorre adottare provvedimenti necessari affinché la costituzione delle CER venga incentivata anche nei Comuni oltre i 50mila abitanti esclusi dal bando Pnrr, tenuto conto che proprio a Perugia, Terni e Foligno si concentra una parte consistente delle imprese umbre. Sarebbe utile, inoltre, che attraverso la riprogrammazione dei fondi strutturali 2021/2027 si continui a incentivare l’autoproduzione di energia da parte sia delle imprese di micro dimensioni che di quelle grandi che, per ragioni diverse, rischiano di essere marginali alle tematiche affrontate dalle CER.

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