Il Consiglio dei ministri (Cdm), su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Umbria n. 7/2025 “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro”, ovvero la norma sulla aree idonee, “in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, violano l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione”. È quanto si legge nella nota del governo relativa al Cdm che si è tenuto ieri sera (11 dicembre) a Palazzo Chigi.
*L’impugnativa, commenta l’assessore umbro all’Ambiente, Thomas De Luca, “giunge inaspettatamente, a conclusione di un lungo processo di confronto nel corso del quale la presidente aveva accolto tutte le osservazioni dei ministeri, a eccezione della richiesta avanzata dal Mase di sopprimere l’articolo 4 che prevedeva l’individuazione di aree non idonee alla realizzazione di impianti da fonti di energia rinnovabile (FER)”.
La determinazione del governo di impugnare la legge “per il solo fatto di aver previsto, in conformità con il quadro normativo nazionale, l’individuazione di aree non idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile, costituisce una diretta aggressione al territorio umbro”, aggiunge l’assessore.
La Regione Umbria sostiene che la possibilità per le Regioni di individuare aree non idonee, non sia stata abrogata totalmente dalle nuove modifiche normative “in quanto il decreto Interministeriale del 10 settembre 2010, le linee guida per la realizzazione di impianti FER, risulterebbe ancora in vigore”.
Il via definitivo dell’Assemblea legislativa regionale alla legge era arrivato a inizio ottobre. La norma individua le aree idonee puntando su superfici antropizzate o già compromesse.
Più di recente, De Luca, aveva puntato il dito contro il nuovo decreto sulle Aree idonee emanato dal governo, ritenendo che “l’intero territorio dell’Umbria sarebbe di fatto qualificato come area non idonea” e che “le Regioni vengono così private di strumenti per il governo del territorio nell’installazione di grandi impianti agrivoltaici”.
Nella stessa riunione, il governo ha espresso parere favorevole, con valore di valutazione di impatto ambientale (VIA), per undici impianti solari da realizzare in Puglia per una potenza complessiva di circa 710 MW.
*articolo modificato integrando le dichiarazioni dell’assessore De Luca
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