Zelestra ha inaugurato a Ginosa (Taranto) il suo primo impianto agrivoltaico in Italia, segnando l’avvio della produzione di energia rinnovabile nel Bel Paese. L’impianto, con una capacità di 6,5 MWdc, è stato realizzato nell’ambito di un accordo di acquisto di energia (PPA) della durata di 10 anni con BKW Energy. Il progetto produrrà circa 11,7 GWh di energia rinnovabile all’anno.
“I pannelli sono montati su strutture a inseguimento adeguatamente sopraelevate”, ha detto la società a pv magazine Italia, senza però specificare l’altezza dei pannelli.
Zelestra, che è entrata nel mercato italiano nel 2022, spiega che produrrà ortive stagionali, sia invernali che estive, tipiche del territorio. Questo in collaborazione con un’azienda agricola locale.
“Tra le colture già individuate rientrano aneto, finocchio, cicoria, rape e prezzemolo. Ulteriori specie ortive potranno essere definite in fase esecutiva, sulla base dell’andamento climatico stagionale, delle esigenze di mercato e delle risultanze agronomiche emerse nel corso della prima annata di coltivazione in assetto agrovoltaico”, ha detto la società a pv magazine, aggiungendo che l’area è schermata da fasce arboree perimetrali e il progetto include un piano di monitoraggio ambientale su suolo, acqua, aria, rumore e biodiversità, attivo prima, durante e dopo la realizzazione.
Nel comunicato stampa, Zelestra aveva scritto che la Puglia rappresenta un territorio strategico per l’azienda spagnola, con investimenti complessivi superiori a 40 milioni di euro. Sta comunque lavorando anche a un impianto agrivoltaico da 9,5 MW a Bellomo in provincia di Modica che entrerà in esercizio nel 2027. Anche questo monetizzerà l’energia prodotta attraverso un PPA decennale con BKW.
Progetto di Ginosa
La disponibilità della rete è stata una delle variabili più critiche del progetto, spiega Zelestra.
“Nonostante la complessità tecnica, siamo riusciti a instaurare un dialogo rapido e costruttivo con il gestore di rete. Questa esperienza ci ha confermato che investire nella relazione con gli interlocutori istituzionali fin dalle prime fasi dello sviluppo fa una differenza concreta sui tempi e sulla qualità delle soluzioni trovate. Il ritardo più significativo sul cantiere è stato causato dalla disponibilità dei trasformatori, ritardo che abbiamo cercato di assorbire nelle fasi successive di cantiere”, ha detto la società a pv magazine.
I componenti elettrici di lunga fornitura vanno ordinati con anticipo considerevole rispetto alla data di inizio cantiere, considerando anche la normativa italiana, conclude l’azienda di Bilbao.
“Una delle lezioni più positive riguarda il coinvolgimento di imprese e professionisti locali. Lavorare con società radicate nel territorio pugliese ha portato vantaggi concreti: conoscenza delle infrastrutture locali, flessibilità operativa e un rapporto di fiducia con le comunità coinvolte”.
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