Proteste CER, il GSE apre un confronto con il Coordinamento Cers Roma e Lazio

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Nei giorni scorsi, pv magazine Italia ha parlato con Alessandro Codognotto, della CER Valle del Tevere, il quale ha spiegato che ieri era in programma una manifestazione a Roma contro gli ostacoli GSE, organizzata dal Coordinamento Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali Roma e Lazio . “Il problema più importante che abbiamo incontrato in questi mesi è il rapporto con il GSE che invece di essere un partner è divenuto sempre più un ostacolo allo sviluppo della CER a causa di pratiche bloccate e gestione sempre in emergenza, tempi di evasione impossibili da prevedere, documentazione difficile da trovare, portale instabile e malfunzionamenti continui, assistenza lenta e risposte poco comprensibili e nessun confronto diretto con strutture tecniche dedicate”.

La voce delle CER

Ieri, la manifestazione è avvenuta sotto gli uffici GSE e lo stesso Gestore ha incontrato una delegazione del Coordinamento Cers Roma e Lazio. Riccardo Troisi del Coordinamento spiega la reazione del GSE, soddisfatto del confronto che si è aperto. “Abbiamo parlato con il presidente Vigilante e non abbiamo trovato un portone chiuso. Il GSE si è mostrato disponibile al dialogo e per noi questo è un segnale positivo”.

Troisi, prosegue: “Abbiamo riscontrato un’attenzione ai massimi livelli da parte del GSE sul tema delle comunità energetiche e il confronto è stato franco e concreto. Da parte nostra abbiamo evidenziato le criticità già note e allo stesso tempo, il GSE ci ha rappresentato la complessità amministrativa con cui si è trovato a confrontarsi. Hanno spiegato di aver lavorato a numerosi cambiamenti e trasformazioni interne per rispondere a un numero molto elevato di richieste. Noi riconosciamo il lavoro che il GSE sta facendo e siamo convinti che anche loro credano in una transizione ecologica capace di mettere al centro le comunità e i territori. Tuttavia, abbiamo ribadito con chiarezza che servono risposte più concrete e più immediate su alcune questioni.

Il tavolo di confronto

Troisi spiega che si è aperto un tavolo di confronto nel quale verranno analizzate le criticità, capendo insieme come superarle. “E’ stato avviato un tavolo di confronto per la risoluzione di diverse problematiche che affliggono da troppo tempo la diffusione e lo snellimento delle pratiche per la realizzazione delle CER in Italia. Seguirà una analoga iniziativa al MASE in data da stabilire, probabilmente il prossimo sabato 6 giugno”.

“Da parte del GSE  – prosegue Troisi – abbiamo colto anche la volontà di migliorare alcuni strumenti, in particolare quelli che riguardano l’accreditamento, il portale e le procedure operative. Ne usciamo abbastanza soddisfatti: un attore amministrativo importante come il GSE ha manifestato una maggiore disponibilità verso le comunità energetiche e, in particolare, verso il mondo degli ETS. Naturalmente, su alcuni aspetti non c’è stata una perfetta coincidenza di vedute. Ma va anche riconosciuto che il GSE si è trovato a gestire un processo molto importante e complesso”.

Troisi aggiunge che dalla discussione sono emersi anche elementi interessanti di prospettiva, che guardano al lavoro delle comunità energetiche oltre le scadenze attualmente fissate. “Non c’è ancora nulla di definito, ma sarà importante capire se il Governo, o i futuri governi, intendano continuare a sostenere e incentivare questi modelli, e con quali modalità. Ora il tavolo di lavoro analizzerà puntualmente i temi che abbiamo posto e nei prossimi mesi avvieremo un confronto continuativo”.

Come funzionerà il tavolo di confronto? Troisi racconta che sarà convocato presumibilmente prima dell’estate e coinvolgerà diverse aree e i diversi dipartimenti. “Abbiamo già parlato, ad esempio, con la parte che si occupa del sito e del portale, attualmente in fase di cambiamento e trasformazione. L’idea è che il GSE organizzi un gruppo di dirigenti che seguirà puntualmente il tavolo rispetto alle questioni che sottoporremo”.

La voce del GSE

Il GSE a margine del confronto spiega e conferma che “Nel corso dell’incontro è stata avanzata la richiesta di istituire un tavolo tecnico permanente di confronto tra associazioni, GSE e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica”.

Il Gestore conferma la “piena disponibilità ad attivare forme strutturate di interlocuzione con operatori e associazioni”, ribadendo l’impegno ad accompagnare cittadini, enti locali e imprese nella diffusione delle CER, definite “uno degli strumenti strategici della transizione energetica e della partecipazione dei territori alla produzione di energia rinnovabile”.

Negli ultimi due anni, ricorda il GSE, sono state gestite oltre 40.000 richieste, realizzati 800 sportelli, promosse 100 iniziative territoriali e coinvolti circa 28.000 partecipanti ai webinar su configurazioni di autoconsumo e Cacer, cui si aggiungono 32 webinar specifici sulle CER.

Vinicio Mosè Vigilante, presidente GSE, definisce le comunità energetiche rinnovabili “una misura operativa e concreta”, sostenuta da numeri che confermano “il forte interesse del Paese”. Il GSE ha già pubblicato 12.000 atti di concessione, che consentono di sbloccare i contributi a fondo perduto Pnrr per le CER nei Comuni sotto i 50.000 abitanti, mentre ulteriori 8.000 provvedimenti risultano in corso di pubblicazione.

Il GSE spiega che guardando al percorso della misura, il precedente regime transitorio in vigore fino ad aprile 2024 aveva portato alla realizzazione di 193 configurazioni, per una potenza complessiva di circa 5 MW. Al 31 marzo 2025, iniziale termine di chiusura del bando Pnrr, le richieste presentate erano circa 3.000, per 113 milioni di euro di contributi e circa 260 MW di potenza, segno di una crescita rapida rispetto alla fase transitoria.

Vigilante ricorda come la proroga della chiusura dello sportello al 30 novembre 2025 e l’estensione della misura ai Comuni fino a 50.000 abitanti abbiano consentito di “raggiungere e superare il target inizialmente previsto di 1.730 MW di potenza”. Il confronto con la Commissione europea ha inoltre permesso di spostare il termine per l’entrata in esercizio degli impianti dal giugno 2026 alla fine del 2027, ampliando la finestra temporale per completare gli investimenti.

Questi aggiustamenti, evidenzia la nota diramata, sono cruciali per consentire ai progetti CER di chiudere iter autorizzativi, connessioni e cantieri in un contesto caratterizzato da complessità amministrative e da una filiera in rapida evoluzione.

GSE spiega che dal confronto con il Coordinamento CERS Roma e Lazio è emersa una “comune volontà di rafforzare il dialogo tecnico-operativo tra istituzioni, GSE e soggetti attivi sul territorio”. L’obiettivo condiviso sembra proprio quello di consolidare il percorso di crescita delle CER e favorire una partecipazione sempre più ampia di cittadini, imprese ed enti locali.

 

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