I test condotti dai ricercatori canadesi presso il campo di prova del NREL in Colorado hanno dimostrato che i riflettori a terra basati sul polietilene ad alta densità possono aumentare significativamente il rendimento degli impianti fotovoltaici bifacciali fino al 4,5%. Hanno sottolineato che la redditività di questa tecnologia dipende strettamente dalla posizione e hanno avvertito di evitare di combinarla con il clipping dell’inverter.
Secondo Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service (C3S), l’energia supplementare intrappolata negli oceani e nell’atmosfera dovuta all’aumento delle concentrazioni di gas serra continuerà a spingere la temperatura globale verso nuovi record.
Un progetto di collaborazione guidato dal fornitore tedesco di batterie Varta mira a sviluppare la tecnologia delle batterie agli ioni di sodio su scala industriale. Il prodotto finale del progetto triennale da 7,5 milioni di euro sarà una piccola serie di celle rotonde per veicoli elettrici e sistemi di stoccaggio stazionari.
Un consorzio europeo, di cui fa parte anche il Fraunhofer ISE tedesco, sta ricercando le combinazioni di colture e sistemi fotovoltaici più adatte, conducendo test in condizioni nordiche e sviluppando un software per accelerarne l’adozione.
Ricercatori australiani hanno sviluppato algoritmi a più stadi per rilevare a distanza e diagnosticare con precisione i pannelli solari non funzionanti negli impianti residenziali e commerciali.
Un team tedesco ha sviluppato dei modelli per illustrare il potenziale di risparmio idrico nella produzione di celle solari al silicio PERC basandosi su un approccio circolare e su una tecnologia disponibile in commercio. Nel caso di una fabbrica da 5 GW, si potrebbe ottenere un risparmio idrico fino al 79% e una riduzione dello scarico delle acque reflue fino all’84%, un miglioramento “significativo” rispetto allo scenario di riferimento.
Baud Resources, startup che opera nel settore delle tecnologie pulite, ha sviluppato un meccanismo di accumulo dell’energia per gravità che utilizza come carico utile materiali disponibili localmente come sabbia e rifiuti industriali. L’azienda sta costruendo un impianto pilota da 100 MWh che, secondo quanto riferito, offrirà un costo di stoccaggio livellato di circa 2,5 INR (0,03 $)/kWh.
Alcuni scienziati israeliani hanno testato tre diverse tecnologie fotovoltaiche per alimentare una serra che ospita 400 piantine di cetriolo. L’analisi ha rivelato che la copertura dei moduli fotovoltaici sul tetto della serra ha un impatto “trascurabile” sulla resa delle colture, ma hanno anche osservato che la trasmittanza spettrale della copertura della serra e la polvere accumulata possono influire negativamente sulle prestazioni dei moduli solari.
Il National Renewable Energy Laboratory ha sviluppato una bozza di progetto per rimuovere i polimeri dalla produzione dei pannelli solari per consentirne un riciclaggio più efficiente.
Un gruppo di ricerca internazionale ha proposto di utilizzare l’ossido di ferro e l’ossido di rame per ridurre la temperatura dei moduli fotovoltaici termici (PVT). L’analisi ha dimostrato che i due composti sono in grado di ridurre la temperatura di esercizio dei pannelli rispettivamente del 23,49% e del 34,58%.
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