Il fotovoltaico brilla nel premio di architettura, ecco il progetto Powerbarn

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L’OICE, l’Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica, ha assegnato il premio per il settore energia al progetto Powerbran.

“Architettura, paesaggio, sostenibilità e rigenerazione territoriale sono temi che possono coesistere e generare un processo virtuoso di sviluppo.
Powerbran è un intervento di rigenerazione territoriale di un’area di circa 470.000 mq: 280.000 sono stati completamente rinaturalizzati e su una superficie di 160.000 mq è nato il polo per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che comprende fotovoltaico, biomassa e biogas.
Powerbran ha una produzione annua di 222 GWh e soddisfa il fabbisogno di 84.000 famiglie”, ha spiegato l’architetto Giovanni Vaccarini, al timone del progetto.

“Si tratta di un progetto di sostenibilità ambientale, ma anche di sostenibilità sociale riconvertendo la filiera agroalimentare in filiera agroenergetica. Per noi è un progetto molto importante che di mostra come interventi virtuosi di rigenerazione territoriale si realizzino e si possano realizzare anche qui in Italia, coniugando valorizzazione del territorio, sostenibilità ed architettura. Un tempo nemmeno molto lontano questi temi non erano disgiunti, oggi ne ammiriamo i resti come “archeologia industriale”. Il premio OICE Energia a Powerbran è l’occasione concreta per aprire un tavolo di discussione propositivo su temi di grande attualità”, ha aggiunto l’architetto vincitore.

Entrando nel vivo del progetto, i riflettori sono puntati sull’area industriale appartenuta a Eridania si pone a margine di un ampio territorio agricolo. Siamo nella zona delimitata a nord-ovest dall’ultimo tratto del fiume Lamone, attraversata dalla ferrovia che da Faenza conduce a Ravenna, lambita a sud-est dalla strada del Carrarone. Questo grande comparto, legato al nome dell’industria agroalimentare tra le protagoniste della storia imprenditoriale italiana, ha oggi dismesso la produzione di zucchero e mantiene le sole funzioni di inscatolamento e di magazzino che trovano ancora spazio su una superficie di circa 46.000 metri quadrati.

I responsabili del progetto hanno fatto sapere che la produzione annua stimata è pari a 222 GWh e che soddisferà il fabbisogno di 84.000 famiglie. Tra gli impianti ad energia rinnovabili c’è anche un impianto fotovoltaico di circa 1.000 mq.

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