Bandi, Muffin: fotovoltaico principale driver degli investimenti

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Il fotovoltaico è oggi il principale driver della finanza agevolata. Lo riporta Muffin, una piattaforma digitale europea specializzata nella gestione integrata del ciclo completo dei progetti di investimento, aggiungendo che ravvisa una progressiva trasformazione degli “strumenti agevolativi”, che non si limitano più a sostenere il singolo impianto ma richiedono interventi più strutturati.

Dai dati operativi di Muffin emerge come la domanda delle imprese si stia orientando verso progetti integrati che combinano impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e soluzioni di gestione dell’energia, in linea con bandi.

Nel periodo compreso tra gennaio 2025 e aprile 2026, il 20% dei bandi pubblicati è dedicato a interventi green, tra efficientamento energetico, energie rinnovabili, economia circolare, certificazioni ambientali e interventi legati all’installazione e all’ottimizzazione di impianti fotovoltaici. Lo riporta appunto Muffin.

“A questa crescente disponibilità di strumenti si affianca una propensione sempre più marcata da parte delle imprese: il 40% delle pratiche gestite da Muffin, riguarda progetti legati alla sostenibilità, a conferma di come il tema sia ormai centrale nelle strategie di investimento aziendale. Un dato che evidenzia come la transizione ecologica non rappresenti più un ambito marginale, ma una componente stabile delle politiche di sviluppo e crescita delle imprese”, scrive la piattaforma che riporta di aver servito complessivamente 437 aziende.

Muffin elenca le misure a livello nazionale: il piano Transizione 5.0 ha mobilitato 9,6 miliardi di euro di investimenti, con oltre 18.000 domande presentate e una forte concentrazione nel settore manifatturiero (oltre il 70%); gli incentivi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili; il programma Parco Agrisolare che ha superato i 23.000 progetti finanziati, quadruplicando la potenza installata rispetto agli obiettivi iniziali con un forte focus sull’installazione di impianti fotovoltaici sui fabbricati produttivi e agricoli.

“Anche strumenti come Simest, soluzioni per internazionalizzazione imprese italiane – confermano questa direzione: circa il 60% delle operazioni finanziate riguarda progetti legati alla transizione ecologica e digitale. A questi si affiancano condizioni particolarmente favorevoli, con contributi a fondo perduto fino al 65% della spesa (e punte dell’80% in alcuni casi) con il Bando Isi Inail, e misure strutturate come la Nuova Sabatini (nelle versioni ordinaria, 4.0 e Green), che prevede un tasso agevolato rispetto alla versione ordinaria”.

Muffin parla poi dei programmi regionali in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Veneto.

“Il quadro che emerge è quello di un sistema capillare e multilivello, con una forte presenza di strumenti territoriali che, seppur differenziati, convergono nel supportare la transizione energetica delle imprese”.

Le aziende non cercano più interventi singoli, ma progetti integrati che combinano componenti tecnologiche, energetiche e finanziarie, conclude Muffin.

“L’autonomia energetica diventa un fattore strategico, non solo in termini di risparmio, ma di stabilità e competitività nel medio-lungo periodo,” ha detto Michele Bonelli, AD e co-founder di Muffin.

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