L’approvazione all’unanimità della nuova legge quadro piemontese su rinnovabili e autoconsumo segna un passaggio politico e tecnico rilevante per lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili (CER) e del fotovoltaico sul territorio del Piemonte.
“La nuova normativa sostituisce quella del 2018, che aveva reso il Piemonte una regione pioniera nello sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili, realtà che oggi sono già 154 sul territorio, pari a circa il 15% del totale nazionale”, ha spiegato in una nota il Consiglio della Regione Piemonte.
pv magazine Italia ha parlato con un portavoce del Consiglio che ha parlato della legge che “mira a favorire l’adesione dei Comuni piemontesi alle CER già costituite entro il 31 dicembre 2024, promuovendo la condivisione dell’energia rinnovabile e la partecipazione attiva degli enti locali e dei cittadini”.
“L’intenzione è di evitare una frammentazione eccessiva del territorio in molteplici CER, favorendo la collaborazione e la sinergia tra i soggetti coinvolti, promuovere il consolidamento di modelli energetici locali già esistenti, rafforzando il partenariato tra pubblico e privato attraverso incentivi economici e normativi”.
La nuova legge, composta da 13 articoli, nasce dalla confluenza di tre proposte di legge firmate da Claudio Sacchetto (FdI), Alberto Avetta (PD) e Sarah Disabato (M5S), e sostituisce integralmente la normativa del 2018 che aveva reso il Piemonte la prima regione italiana a dotarsi di una disciplina organica sulle CER.
Sul piano tecnico‑regolatorio, il nuovo testo punta a consolidare quanto introdotto nel 2018 e ad allineare il quadro regionale alla normativa nazionale e agli schemi incentivanti sugli autoconsumatori di energia rinnovabile, prevedendo strumenti di supporto dedicati all’autoconsumo collettivo, allo scambio e all’accumulo. Per gli operatori del fotovoltaico questo significa un contesto più chiaro per lo sviluppo di progetti multi‑sito e di configurazioni CER a scala comunale o sovracomunale, in coordinamento con i Comuni e con il tessuto produttivo locale.
“Per l’attuazione della legge sono stati stanziati 1,2 milioni di euro per il biennio 2026-2027, risorse interamente coperte dal bilancio regionale. Dal 2028 in avanti, invece, i finanziamenti verranno determinati di anno in anno con la legge di bilancio”, precisa la Regione.
Sono messi quindi a disposizione contributi e fondi rotativi per studi di fattibilità, progettazione e installazione degli impianti e verrà istituito uno sportello regionale unico per accompagnare nel percorso di creazione delle CER, prevedendo premialità specifiche per quelle con forte impatto sociale e per quelle promosse da scuole e ITS Academy.
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