Agrivoltaico verticale che unisce energia e coltivazione idroponica

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Negli ultimi anni, la necessità di ottimizzare l’uso del suolo, ridurre i consumi idrici e aumentare la produttività agricola ha spinto verso soluzioni sempre più integrate tra energia e agricoltura. In questo contesto si inserisce SkyGre Hydroponics, una piattaforma che combina fotovoltaico verticale e coltivazione idroponica. Si tratta di un sistema che punta a massimizzare il valore generato per metro quadrato.

I primi risultati di mercato confermano un certo interesse: circa 300 kW già sviluppati tra Italia e Cina e una pipeline che raggiunge i 12 MW. pv magazine Italia ne ha parlato con Joe Fasano, chief engineering officer di Sentnet, la società che propone SkyGre Hydroponics. Fasano è di base a Qingdao, Cina.

SkyGre Hydroponics è la vostra soluzione brevettata di fotovoltaico verticale con idroponica integrata. Quante di queste soluzioni avete venduto?

Joe Fasano: Il sistema inteso come integrazione tra le due tecnologie è stato presentato al mercato da poco, ad oggi abbiamo sviluppato e venduto circa 300 kW di soluzioni riconducibili a questo approccio, di cui circa 200 kW in Italia e 100 kW in Cina. Entrambi i progetti saranno inoltre integrati con funzionalità avanzate di AI e robotica umanoide, a conferma della direzione evolutiva che stiamo portando avanti su questa piattaforma. Se si parla del solo impianto fotovoltaico verticale è sul mercato già da alcuni anni abbiamo diversi MW installati in italia.

Quante di queste soluzioni volete vendere entro fine anno?

Stiamo lavorando per trasformare l’interesse raccolto in questi mesi in nuove installazioni concrete entro fine anno. Ad oggi abbiamo già una pipeline di circa 12 MW, elemento che ci conferma un interesse reale e crescente verso la soluzione. In questa fase preferiamo comunque concentrarci non solo sui volumi, ma anche sulla qualità dei progetti, sulla replicabilità tecnica e sulla costruzione di referenze solide.

State già negoziando? Quali sono le società/aziende più interessate al prodotto?

Sì, siamo già in fase di confronto con diversi soggetti. L’interesse arriva in particolare da aziende agricole innovative, operatori dell’agrivoltaico, soggetti attivi nell’idroponica, grandi operatori power e food e interlocutori che cercano soluzioni in grado di combinare produzione energetica e produzione agricola nello stesso spazio. Su nomi specifici preferiamo per ora mantenere riservatezza, perché diversi dialoghi sono ancora in fase preliminare o riservata.

Quali sono i prodotti agricoli compatibili con questa soluzione?

La soluzione è pensata soprattutto per colture adatte a sistemi idroponici verticali. Tra queste rientrano ad esempio insalate, leafy greens, erbe aromatiche, erbe officinali, fragole, peperoni, meloni, melanzane, fiori e molte altre colture ad alto valore aggiunto. In generale sono particolarmente adatte tutte le colture che richiedono molta luce solare, condizione che la soluzione SkyGre è in grado di offrire pienamente grazie alla sua configurazione verticale.

Spiegate che è una soluzione scalabile. A quali condizioni?

Parliamo di scalabilità perché il sistema nasce in modo modulare. La parte fotovoltaica verticale, la componente idroponica, la sensoristica, l’automazione e il controllo possono essere adattati in funzione della dimensione del progetto e del contesto applicativo. La scalabilità funziona bene quando esistono condizioni chiare: 1) un contesto agricolo adatto; 2) una corretta gestione della risorsa idrica, anche grazie al fatto che la struttura SkyGre incorpora già un sistema integrato di recupero delle acque piovane; 3) una scelta delle colture coerente con il modello economico; 4) la possibilità di replicare il layout in modo industriale ed efficiente.

Avete calcolato l’LCOE di queste soluzioni? Potete dare dei numeri?

Su questo punto preferiamo essere prudenti. SkyGre Hydroponics non è un impianto fotovoltaico standard, ma una piattaforma integrata che unisce energia, coltivazione idroponica e gestione efficiente delle risorse. Per questo, più che un semplice LCOE, valido eventualmente per la valutazione del sistema impianto fotovoltaico al netto delle integrazioni agricole, riteniamo corretto valutare il sistema nel suo insieme, considerando produzione elettrica, resa agricola, utilizzo del suolo, consumo idrico e valore per metro quadro. È qualcosa di nuovo ed innovativo per il quale non esiste uno standard o dei benchmark teorici di settore: stiamo lavorando a metriche tecnico-economiche sempre più strutturate che possano servire da base per gli studi e sviluppi futuri.

Che pannelli usate? Quali sono i pannelli compatibili?

Utilizziamo moduli bifacciali ad alte prestazioni, perché la nostra architettura verticale è studiata proprio per valorizzare al meglio la produzione sulle due facce del modulo. Il sistema è in particolare perfetto per l’utilizzo della tecnologia HJT, che consente di esprimere la massima producibilità del sistema. Anche altre tecnologie bifacciali come BC o TOPCon risultano comunque molto adatte e performanti. In generale la compatibilità è ampia, purché i moduli rispettino requisiti dimensionali, meccanici ed elettrici coerenti con la struttura.

La soluzione è compatibile con sistemi incentivanti?

In linea generale sì, ma la risposta dipende sempre dal quadro normativo del Paese e dalla specifica configurazione del progetto e del cliente finale. Dove vengono premiati continuità agricola, efficienza d’uso del suolo, risparmio idrico e innovazione tecnologica, una soluzione come SkyGre Hydroponics può avere un posizionamento molto interessante. Ovviamente ogni applicazione va verificata caso per caso.

Sentnet è stata presente ad Agriumbria 2026. Quali sono le geografie più interessate alla vostra soluzione?

Oggi vediamo interesse soprattutto in contesti dove si sommano alcune esigenze precise: ottimizzazione dell’uso del suolo, riduzione dei consumi idrici, colture ad alto valore aggiunto e necessità di integrare agricoltura ed energia in modo più efficiente e diversificato. In questo momento stiamo registrando attenzione in Italia, Cina e più in generale in alcuni mercati europei e asiatici.

Altre considerazioni?

Per noi il punto centrale resta uno: l’agricoltura deve restare al centro. Il fotovoltaico, anche quando è evoluto e integrato, deve supportare la produzione agricola, aprire nuove possibilità per gli imprenditori del settore e non sostituirla o diventare un’alternativa. SkyGre Hydroponics nasce proprio da questa visione: usare una struttura verticale bifacciale per affiancare energia e agricoltura in modo concreto, con attenzione a spazio, acqua, efficienza e replicabilità industriale.

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