Pexapark: produttori di energia rinnovabile in Italia alle prese con la volatilità dei prezzi zonali

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Sardegna, Sicilia e Calabria sono le tre regioni che dimostrano meglio i problemi derivanti dai prezzi regionali o “zonali”, soprattutto per quanto riguarda il mercato dei PPA. Lo dice Pexapark in un recente rapporto.

Sardegna è un’isola con una pipeline di nuovi impianti di energia rinnovabile. “I prezzi zonali dell’energia elettrica sono stati costantemente inferiori al PUN. Nel 2022, l’elevata produzione di rinnovabili ha fatto scendere il prezzo zonale a 0 €/MWh, mentre la penisola italiana registrava picchi di prezzo PUN superiori a 800 €/MWh”, ha scritto Pexapark.

La società di market intelligence e consulenza ha aggiunto che, in Sicilia,  il prezzo zonale è stato storicamente molto volatile, realizzando a volte ad alto premio (spread positivo) rispetto al PUN e, altre volte, a sconto (spread negativo).

“Questa variabilità continua a rendere particolarmente imprevedibile il rischio CCT nell’isola,” ha scritto Pexapark, riferendosi al Corrispettivo Capacità di Trasporto (CCT), ovvero la differenza tra prezzo PUN e prezzo zonale. 

Il caso della Calabria è ugualmente esplicativo, dimostrando che il PUN come riferimento per PPA può implicare dei problemi per i gestori degli impianti, o quantomeno una decurtazione della produzione.

 “La Calabria ha registrato livelli di CCT costantemente negativi per tutto il mese di settembre 2022, a causa dell’elevata produzione eolica. Ciò ha portato la regione a sperimentare un continuo “market splitting”. È probabile che gli impianti rinnovabili con “Power Purchase Agreement” (PPA) regolati a PUN abbiano subito una decurtazione per molte ore del mese, incassando un reddito inferiore rispetto a quelli coperti da un’efficace strategia contro il rischio CCT”, ha scritto Pexapark. 

Secondo la società con sede a Zurigo, il rischio CCT non è ancora ben compreso dagli operatori di mercato, né esiste una soluzione universale per gestirlo.

Per mitigare il rischio di prezzo zonale, il rapporto di Pexapark raccomanda ai venditori di adottare strategie quali la partecipazione alle aste “CCC” di Terna, l’ottimizzazione dei rapporti di copertura dei PPA per ridurre l’esposizione alla volatilità e la diversificazione dei portafogli con asset in diverse zone per bilanciare i contributi zonali rispetto alla complessiva esposizione al rischio.

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