L’Europa è in grado di produrre un numero di celle per batterie sufficienti a soddisfare la domanda interna, lo dice Simone Tagliapietra, senior fellow presso Bruegel, commentando gli ultimi dati pubblicati dal think tank.
La capacità delle batterie installate in Europa (UE, Regno Unito e Norvegia) ammonta a poco meno di 600 GWh, di cui 60 GWh destinati allo stoccaggio stazionario e 535 GWh contenuti nei veicoli elettrici. Attualmente, la maggior parte di questa capacità è concentrata nei veicoli elettrici piuttosto che collegata direttamente alle reti elettriche, si legge nella pagina riassuntiva dell’European CleanTech Tracker di Bruegel.
“Questa composizione potrebbe cambiare con la rapida crescita dell’installazione di batterie su scala residenziale e industriale nel 2024. Per contestualizzare, in un dato momento il carico medio (domanda) sulla rete elettrica europea è di circa 320 GW. Una capacità di batterie di 320 GWh può fornire 320 GW di potenza per un’ora”, ha scritto il think tank con sede a Bruxelles.
Bruegel stima che UE, Regno Unito e Norvegia abbiano una capacità produttiva annua di circa 280 GWh di celle per batterie. Le capacità maggiori si trovano in Ungheria (87,5 GWh capacità operativa totale) e Polonia (86 GWh).
“La Polonia ospita il più antico e grande impianto europeo di produzione di batterie, lo stabilimento LGES di Breslavia, con una capacità stimata di 86 GWh. L’Ungheria ospita grandi impianti di SK Innovation e Samsung SDI e ha attirato ingenti investimenti da parte di CATL ed Eve Energy.”
Al momento l’UE rimane un importatore netto di batterie, sottolinea Bruegel. Nel 2024, le esportazioni pari a 11 miliardi di euro sono state compensate da importazioni per 28 miliardi di euro, con un saldo importazioni-esportazioni netto di 17 miliardi di euro.
La maggior parte delle importazioni proveniva dalla Cina, mentre quote minori provenivano dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud. Nel 2024 le importazioni hanno registrato un leggero calo rispetto al picco di 31 miliardi di euro raggiunto nel 2023.
La maggior parte delle esportazioni di batterie è destinata a Stati Uniti, Regno Unito e Cina, mentre quote minori sono dirette verso Messico, Turchia e Ucraina. Gran parte delle esportazioni extra UE parte dalla Polonia e dall’Ungheria.
L’occupazione nel settore delle batterie è cresciuta in modo sostanziale dal 2018, conclude Bruegel.
“Secondo le stime, nel 2023 il settore delle batterie nell’UE (compresa la produzione e la ricerca e sviluppo, ma esclusa l’installazione) contava 33.000 occupati, rispetto ai 1.700 del 2017. Il settore delle batterie rappresenta il 3% dei posti di lavoro registrati nel database sulle tecnologie pulite di Prognos. Il maggior numero di occupati nel settore si registra in Germania, Ungheria e Polonia”, si legge sul sito, che riporta poi diverse statistiche, tra cui quella sulla capacità produttiva delle celle per batterie per Paese.
Per quanto riguarda la capacità annunciata, guida di gran lunga la Francia (113 GWh), seguita dalla Spagna (53 GWh). Per la capacità in costruzione guidano Ungheria (128 GWh), Spagna (120 GWh) e Regno Unito (40 GWh).
L’Italia ha una capacità produttiva operativa di 0,35 GWh, mentre la capacità annunciata è di 7,4 GWh.
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